I paradisi del fisco

I paradisi del fisco

Le banche francesi possiedono un terzo dei loro profitti globali in territori classificati come paradisi fiscali. Anche se questi territori sono una meta per solo il 4,5% della popolazione totale (7,5% del PIL totale) dei paesi in cui operano.

Questa è una delle conclusioni raggiunte da Oxfam, CCFD e Secours Catholique-Caritas Francia in un rapporto pubblicato l’anno scorso, in cui i tre ONG pubblicano il bilancio 2014 reso pubblico da parte delle banche francesi, come parte della nuova legislazione.

Alcuni sono in dubbio se la definizione adottata per i paradisi fiscali (sulla base di vere e proprie liste ufficiali, che, purtroppo, non sono sempre coerenti, che difficilmente possono essere criticate), e in particolare rimpiangono i molti limiti e le incongruenze nei dati diffusi dalle banche. Inoltre il Paese per paese dichiarante ancora non applica a tutte le grandi aziende di altri settori (solo il settore bancario è interessato in questa fase), perché il governo francese si è vergognosamente opposto nel dicembre 2015.

quindi si è venuto a sapere che in ogni caso anche le banche si rifugiano nei paradisi fiscali, ma non solo in Francia bensì anche in altri paesi sono moltissimi quelli che depositano molti dei loro averi in questi luoghi lontani e sicuri.