La storia della carabina

La storia della carabina

La carabina è un arma da fuoco lunga che nei secoli scorsi era in esclusiva dotazione alla cavalleria, prima di venire sostituita dal moschetto e dalla pistola. A partire dal XIX secolo la canna è diventata rigata, mentre in precedenza era liscia.

Tra i primi ad essere armati con carabina rigata vi furono i bersgalieri nel 1836, dotati di un arma disegnata dallo stesso fondatore del corpo, Alessandro La Marmora.

Nel 1941 l’esercito statunitense adottò una carabina semiautomatica e poi anche una automatica, progettata in carcere da Marsh Williams e adattata a una cartuccia calibro 30 (7,62 mm) disegnata dalla Winchester. Tale arma, denominata M1 (semiautomatica), M1A1 (a calcio pieghevole), M2 (a colpo singolo e a raffica) o M3 (con cannocchiale a infrarossi), è stata largamente distribuita dagli USA ai paesi alleati, tra cui l’Italia.

L’arma, leggera e maneggevole, ma a basso potere di arresto, impiega caricatori da 15 o 30 colpi e ha un tiro utile di 200 metri.

Nelle decadi del Primo Dopoguerra, gli eserciti di tutto il mondo modificarono il loro approccio alle dimensioni dei fucili, optando per armi dalle dimensioni più contenute. La carabina, sino a quel momento arma destinata alla cavalleria, si vide riconfigurata come arma di fanteria proprio in virtù della sua maggior maneggevolezza e praticità.

L’Unione Sovietica ridusse il Mosin-Nagant, “storico” fucile dell’Impero russo, passando da una canna lunga 80 cm ad una di 73 cm prima (1930) e 51 poi (1938) per la Carabina M1938 (Karabin obrazets 1938-ogo goda).

La Germania ridusse la lunghezza della canna del fucile d’ordinanza prussiano, il Mauser Model 98, da 74 cm a 61 cm, realizzando la Mauser Karabiner 98k (K98k o Karabiner Kurz) nel 1935.

Il Regno Unito sviluppò una Jungle Carbine partendo dal fucile d’ordinanza Lee-Enfield, con una canna più corta, spegnifiamma flash e modifiche di produzione progettate per ridurre il peso del fucile. Chiamato ufficialmente “Fucile No. 5 Mk I”, apparve nei mesi finali del secondo conflitto mondiale ma non venne di fatto utilizzato prima della Guerra di Korea, della Rivolta Mau Mau e dell’Emergenza del Malayan.

Carabine di piccolo calibro (22 Long Rifle, una cartuccia a percussione anulare con palla di piombo da calibro 5,56 mm) sono largamente usate per lo sport e la caccia. Con la carabina infatti vengono effettuate gare di tiro a segno a 50 metri. La carabina può essere “libera”, dal peso massimo di 8 kg, con appoggio per la mano e scatto libero, o “standard”, di fabbricazione di serie e rispondente a caratteristiche prefissate.

Esistono anche tipi di carabine utilizzate per il Soft Air. Queste armi sono ad aria compressa e, per regolamento, i proiettili non devono superare 1 Joule di energia all’uscita della canna.

In commercio si trovano anche le carabine, sempre ad aria compressa, con potenze molto maggiori, basta pensare che nelle armi con 1 Joule di energia il pallino percorre all’incirca 82 m/s e sono di libera vendita, nelle armi più potenti può arrivare ad una energia di 7,5 Joule di velocità a 170 m/s sul vivo di volata, queste ultime sono dotate di proiettili in piombo da circa 0,50 g e possono provocare seri danni a qualsiasi essere vivente che si presenti in traiettoria di tiro.

Queste armi, ritenute nella loro categoria di modesta capacità offensiva, sono esclusivamente per uso ludico/sportivo e l’acquisto è consentito solo a maggiorenni e senza la necessità di una licenza di porto di armi, ma solo la registrazione della vendita da parte del commerciante sul registro di carico e scarico del negozio.