Caro-spesa: è Rimini la città in cui mangiare costa di più | JOY Free Press

Caro-spesa: è Rimini la città in cui mangiare costa di più

Stando agli ultimi dati diffusi, la città italiana in cui è più caro vivere è Rimini. A stilare la classifica delle città più care d’Italia è stato Il sole 24 ore che, almeno in questo caso, ha stupito proprio tutti.

Caro-vita: Rimini in vetta alla classifica

Oggetto della classifica stilata dal quotidiano Il sole 24 ore è stato il costo della spesa alimentare in alcune delle principali città italiane. Il riferimento è stato un paniere di 20 prodotti di prima necessità in un campione di ben 60 città italiane. La città in cui si spende di più è Rimini. Al secondo posto troviamo, poi, Ferrara. A seguire, ci sono Ravenna, Bolzano e Milano. Come è facile intuire, in vetta alla classifica ci sono solo città del Nord. Solo una, però, è lombarda. In ogni caso, se si prendono in considerazione i cosiddetti prodotti di alta gamma, a balzare in vetta alla classifica è proprio Milano. Nonostante ciò, Milano è incoronata anche capitale di sconti e offerte.

Ecco le città italiane in cui costa meno fare la spesa

Fare la spesa costa decisamente meno a Benevento, Catanzaro, Napoli, Terni e Bari. In questo caso, è difficile non notare che, per la maggior parte, di tratta di città del Sud. A fare eccezione è solo Terni. Nonostante la stringente crisi economica e la deflazione, l’indagine indica chiaramente che tra il 2011 ed il 2016, i beni comunemente considerati di prima necessità costano il 6,7% in più. Il rincaro, pertanto, è palese ed innegabile. Una cosa è certa: il divario tra Nord e Sud è ancora molto evidente. Inoltre, al Sud si ha, ancora una volta, a che fare con percentuali di crescita nettamente inferiori rispetto alla media nazionale.

L’Italia tra rincari e crisi economica

A confondere non poco i consumatori è il fatto che i prezzi degli alimentari continuano ad aumentare in maniera del tutto indiscriminata. La deflazione, pertanto, sembra non aver intaccato tale settore o, per lo meno, pare non averlo influenzato più di tanto. Indipendentemente da ciò, arrivare a fine mese per gli italiani è sempre più complicato e fare i conti con il carrello della spesa sempre più costoso è una vera e propria impresa. Per quanto riguarda, invece, il divario tra Nord e Sud, è opportuno tenere conto del fatto che le differenze di costo dei beni di prima necessità sono legate ad un’Italia che, nonostante i vari interventi governativi, continua inesorabilmente a viaggiare a due velocità. Come è facile intuire dai dati, il Sud continua a crescere molto meno rispetto al Nord. In ogni caso, se analizzato in relazione alla crisi economia con cui ormai da molti anni il nostro Paese è costretto a fare i conti, il dato riferito all’aumento del costo della vita sembra essere del tutto ingiustificato e, soprattutto, non di certo sostenibile.